Un periodo di riflessione per il blog

Il mio blog ha un periodo di riflessione. Può essere!?!

Mettere in sosta il proprio blog è possibile e ci possono essere varie ragioni per sentire il bisogno di farlo, i miei lettori più fedeli sanno di cosa sto parlando e  ora come ora non desidero esternare i miei motivi.

E sinceramente è bello sapere che una Speciale manciata di voi, mi siano stati vicino con parole e silenzi lontani o anche solo mantenendosi affiliati ad un blog che se ne sta seduto a far scendere lacrime e a porsi le mille domande sulla vita e a cercare di darsi pena di avere delle stupide risposte.

Ma un blog che si rispetti non dovrebbe stare in sosta, non per molto tempo almeno e i motivi li posso riassumere brevemente:

  • perdita di visibilità;
  • perdita di affiliati;
  • perdita di visitatori.
Posso scrivere con totale sincerità che tutte queste perdite non valgono la pena di affannarsi. Veramente. Perché avete delle buone probabilità di tornare sulla cresta dell’onda, sempre che ci siate mai riusciti, in breve tempo se avete articoli interessanti e buone idee.
Infine basta un ottimo articolo ogni tanto che un articolo al giorno mediocre, magari scopiazzato e privo di inventiva.
E poi detto fra noi, a chi può interessare se non ai pochi fedelissimi le ragioni del vostro cuore sulla professionalità del vostro blog!
Tutti questi discorsi sulla professionalità dei blogger mi fanno sorridere, sembriamo tutti alla ricerca di un posto al sole, ovvero di un posto nella blogsfera per trasformare una passione in lavoro, ma alla fine sono le idee e l’energia che danno vigore a ogni cosa.
Non so, credo che questo non sia il periodo migliore per me per sciorinare consigli, leggetevi questi post in totale serenità, senza aspettarvi niente di eclatante.
Solo, non affannatevi per cose da niente. Che vi frega in fondo se oggi i visitatori sono cinque o centocinque o se domani non passerà nessuno.
Mi ricordo il mio primo blog: ero così felice e sorpresa quando vedevo che erano passati a leggere cinque persone, me le immaginavo proprio, cercavo di riconoscerle per strada e le contavo fisicamente: uno, due, tre, quattro, cinque. Mi parevano davvero tante. E mi chiedevo cosa avessero pensato dopo aver letto i miei articoli e cosa avrebbero voluto leggere, se ero piaciuta o meno… E sempre c’era una vocina che mi dava entusiasmo e… l’entusiasmo era condiviso in famiglia, con i miei cari… che mi hanno sempre sostenuta…
Quell’entusiasmo, quell’energia era la buona scintilla, il pensiero migliore per creare qualcosa che mi rispecchiasse sul serio.
Ora il mio blog è in modalità stand by… o forse è più corretto dire che il suo blogger è in modalità off-on a giorni alterni.
Scrivere scrivere scrivere e alla fine  rendersi conto che in realtà i motivi che mi avevano fatto aprire i blog erano altri e poi… la vita ti cambia e così cambia tutto il resto.
Le priorità cambiano.
Devo confessarvi una cosa, sono diventata insofferente al concetto di professionalità sbandierato di continuo, all’aspetto arido e poco umano che ormai hanno molti blog, nonostante siano invasi da commenti, premi e tutto ciò che si possa identificare con il successo, come una bandierina conficcata sul terreno lunare per appropriarsi di qualcosa e colonizzare terre inesplorate.
Ero già insofferente prima e difatti non ho mai insistito sull’aspetto manageriale del blog, ma più che altro sull’aspetto personale del blog, per renderlo più verosimile possibile con l’autore che si nasconde o si auto-proclama.
Conferendogli un aspetto grafico conforme alla vostra immagine perché si trasformasse piano piano in un corollario di voi stessi, in un’estensione di voi, attraverso piccole modifiche di colori, di testi, di caratteri: poche cosucce per rendervi interessanti. Un vestitino da indossare nel web.
Ecco quindi la mia necessità: ha più senso quella gocciolina di colore, che saltellava allegramente per le stanze del blog e tra le parole di casa!?! Ha più senso un colore azzurro, un blog sulle fiabe, sui colori… Il mio avatar, il mio nome.
Non penserete davvero che mi chiami Ximi nella vita…
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